L'intervento, eseguito nei giorni scorsi in sinergia con la Prima Clinica Ortopedica del Cto dell'AOU Città della Salute e della Scienza di Torino, ha permesso di eliminare la neoplasia ossea benigna di pochi millimetri che provocava un dolore acuto e prolungato nel giovane. La particolare localizzazione della lesione, situata immediatamente al di sotto della superficie articolare, rendeva rischiosa per le strutture articolari vicine l'opzione standard della termoablazione a radiofrequenza per via percutanea sotto guida Tac.

Per aggirare la complessità anatomica, l'équipe diretta dal professor Filippo Castoldi ha elaborato una ricostruzione tridimensionale dell'osso a partire dalle immagini tomografiche, utilizzata per disegnare e stampare il mirino su misura. Sul piano operatorio, con l'apporto degli specialisti del Cto, è stata eseguita una lussazione chirurgica dell'anca preservando la vascolarizzazione della testa femorale. Una volta mostrata la cavità acetabolare, il dispositivo 3D ha consentito di individuare con esattezza il punto della lesione e orientare l'accesso osseo per l'asportazione. Il vuoto osseo residuo è stato poi colmato con un materiale specifico.

Il professor Filippo Castoldi ha sottolineato che la criticità della procedura risiedeva nella sede del tumore piuttosto che nella sua grandezza: "La ricostruzione tridimensionale e la guida personalizzata ci hanno consentito di pianificare il percorso chirurgico e di localizzare con precisione la lesione. È un esempio concreto di come la tecnologia 3D possa essere messa al servizio della chirurgia conservativa, con l'obiettivo di preservare il più possibile l'articolazione naturale, soprattutto nei pazienti giovani".