I dati emergono da una pubblicazione scientifica internazionale del 2026 su Occupational Medicine, basata sull'analisi di 18 revisioni sistematiche, e sono stati al centro dell'incontro "Musica e riabilitazione" svoltosi durante il 54° Congresso nazionale della Società italiana di medicina fisica e riabilitativa (Simfer), conclusosi mercoledì 21 ottobre al Lingotto di Torino. L'evento ha abbinato la trattazione scientifica alle esecuzioni dal vivo del Quartetto d'Archi di Torino per porre in risalto le patologie da sovraccarico e le relative opzioni di prevenzione e cura.

Sabrina Dal Fior, direttrice della Medicina fisica e riabilitazione dell'AOU San Luigi Gonzaga di Orbassano e presidente del congresso insieme al professor Giuseppe Massazza, ha paragonato gli strumentisti ad atleti in ambito artistico. Dal Fior ha spiegato che la pratica musicale richiede un impegno fisico altamente specializzato caratterizzato da movimenti precisi, ripetuti e prolungati per molte ore, sottolineando l'importanza di individuare precocemente le problematiche e strutturare percorsi riabilitativi e preventivi specifici, capaci di tutelare sia la funzionalità corporea sia la resa esecutiva.

Le problematiche muscolo-scheletriche non si limitano al dolore, ma possono compromettere l'accuratezza del gesto tecnico, ridurre la durata delle sessioni strumentali e ostacolare l'attività lavorativa. Tra i fattori di rischio maggiormente segnalati dalla letteratura scientifica figurano i movimenti ripetitivi, le posture non ergonomiche, lo stress e la scarsa attenzione rivolta alle misure preventive.