L'Istituto Ortopedico Rizzoli rappresenta una struttura ospedaliera e di ricerca a elevata qualificazione, il cui assetto organizzativo unisce le cure cliniche all'attività di laboratorio. Ogni anno la struttura registra più di 150.000 visite e circa 20.000 ricoveri, per la maggior parte a indirizzo chirurgico. Sul fronte della ricerca scientifica, l'istituto ospita 10 laboratori nei quali operano team multidisciplinari composti da medici, biologi, ingegneri e altri professionisti del settore.

La dotazione e la presenza territoriale

L'organico dell'istituto conta complessivamente oltre 1.400 dipendenti. La capienza ricettiva include 374 posti letto, dato che comprende anche i presidi operativi presso gli ospedali di Bentivoglio (Bologna), Argenta (Ferrara) e Castel San Giovanni (Piacenza). A questa rete si sommano ulteriori 53 posti letto del Dipartimento Rizzoli-Sicilia di Bagheria, in provincia di Palermo, operativo dal febbraio 2012 in forza di un accordo stipulato con l'assessorato alla Sanità della Regione Siciliana.

Ambiti specialistici e banche dei tessuti

L'erogazione dei servizi assistenziali è articolata in 23 unità operative, ripartite tra il Dipartimento patologie ortopediche-traumatologiche complesse e il Dipartimento patologie ortopediche-traumatologiche specialistiche. Oltre alla chirurgia ortopedico-traumatologica di base, l'istituto esegue trattamenti di alta specializzazione per i tumori dell'apparato muscolo-scheletrico, le patologie pediatriche, vertebrali, del piede e degli arti superiori, la traumatologia dello sportivo, le affezioni degenerative articolari di anca e ginocchio, nonché la diagnosi e cura delle malattie rare dello scheletro. È inoltre presente la Banca del Tessuto Muscolo-scheletrico per la raccolta, conservazione e distribuzione di tessuti, attiva come riferimento regionale per l'Emilia-Romagna.

Reti cliniche, registri e cenni storici

Nel contesto del Servizio Sanitario Regionale, il ruolo di struttura di eccellenza nella rete hub & spoke è stato delineato a partire dalla Delibera di Giunta Regionale n. 608 del 4 maggio 2009 e confermato nelle linee di servizio da ultimo definite con la DGR n. 2258 del 22 dicembre 2023. Sul piano del monitoraggio clinico, dal 1990 è attivo il Registro dell'Implantologia Protesica Ortopedica (RIPO), integrato dal 2000 con i dati trasmessi da tutte le unità ortopediche della regione per tracciare le condizioni dei pazienti, le tecniche chirurgiche e i dispositivi di protesi primaria e revisione per anca, ginocchio e spalla. L'origine dell'istituto risale alla fine del XIX secolo per iniziativa del chirurgo Francesco Rizzoli, che donò il complesso di San Michele in Bosco alla Provincia di Bologna; inaugurato nel 1896, l'ospedale consolidò il suo profilo scientifico sotto la direzione dei chirurghi Alessandro Codivilla e Vittorio Putti.