Debolezza muscolare, ridotta coordinazione motoria e propensione a cadere figurano tra le cause determinanti delle fratture da fragilità che colpiscono in misura crescente le persone anziane. Durante la stagione estiva, inoltre, le elevate temperature possono sommarsi a disturbi visivi, deficit di equilibrio o patologie pregresse, innalzando la probabilità di traumi.

Il fenomeno interessa in misura marcata la popolazione femminile dopo la menopausa. In base ai dati dell'International Osteoporosis Foundation (IOF), la prevalenza di osteoporosi tra gli over 50 in Italia è calcolata al 23,1% per le donne e al 7,0% per gli uomini. Il quadro è approfondito anche dalle recenti Linee Guida «Diagnosi, stratificazione del rischio e continuità assistenziale delle Fratture da Fragilità», redatte dall'Istituto Superiore di Sanità in collaborazione con la SIOT e ulteriori società scientifiche.

Alberto Momoli, presidente della SIOT e direttore dell'UOC Ortopedia e Traumatologia dell'Ospedale San Bortolo di Vicenza, sottolinea che con l'invecchiamento la massa ossea si riduce e la probabilità di lesioni cresce: l'attività fisica, segnatamente con percorsi personalizzati di rinforzo muscolare, rieducazione dell'equilibrio e della deambulazione, ha mostrato di ridurre sia il rischio di caduta sia i traumi associati. Momoli definisce altamente raccomandabile una strategia preventiva per gli anziani basata su esercizio fisico e un adeguato apporto di vitamina D, la cui assunzione va sempre preceduta da visita medica. Tra i fattori determinanti viene indicata anche la revisione dell'ambiente domestico, eliminando pericoli come scarsa illuminazione, cavi o tappeti sul pavimento, calzature non idonee e interferenze legate agli animali domestici.

L'impatto sanitario e demografico

Stando alle Linee Guida, le fratture da fragilità ammontano a oltre 9 milioni ogni anno su scala globale, determinando un incremento di morbosità e mortalità con un forte impatto sulla spesa sanitaria. Sul piano demografico nazionale, le proiezioni indicano che in Italia gli individui di età pari o superiore a 85 anni rappresenteranno oltre il 12% della popolazione entro il 2050.

Le stime relative a Francia, Germania, Italia, Spagna, Regno Unito e Svezia indicano una crescita complessiva delle fratture da fragilità da 2,7 milioni nel 2017 a 3,3 milioni nel 2030 (+23,3%). Per il femore prossimale e per la colonna vertebrale si prevedono aumenti specifici rispettivamente del 28% e del 23%. Attualmente le fratture da fragilità rappresentano la quarta causa mondiale di morbosità legata a patologie croniche (erano al sesto posto nel 2009 secondo l'IOF), con una mortalità per le lesioni del femore prossimale accertata al 5% a un mese e al 20% a un anno.

Criticità terapeutiche e percorsi diagnostici

Aver già subìto una frattura da fragilità costituisce un segnale di allarme per entrambi i sessi, aumentando il pericolo di nuovi eventi nello stesso distretto o in altre sedi scheletriche proporzionalmente al numero e alla gravità dei traumi precedenti. I dati della IOF rilevano che le donne tra 50 e 80 anni con una prima frattura mostrano una probabilità cinque volte più elevata di incorrere in un secondo trauma entro un anno rispetto a chi non ne ha avuti. Ciononostante, tra il 60% e l'85% delle donne con osteoporosi oltre i 50 anni non riceve trattamenti specifici.

La Commissione Intersocietaria per l'Osteoporosi segnala inoltre frequenti carenze nell'inquadramento diagnostico e nella terapia farmacologica, con oltre metà dei pazienti che a un anno dalla prima frattura presenta un'aderenza alle cure non superiore al 50%.

Alberto Momoli ribadisce l'importanza cruciale di diagnosi e cure adeguate per arginare il rischio di ulteriori fratture. La valutazione della fragilità ossea può essere effettuata tramite esami ematici mirati e mineralometria ossea computerizzata (MOC), strumenti che permettono di individuare precocemente i soggetti più esposti. La SIOT raccomanda controlli specialistici di prevenzione e monitoraggio della salute ossea per le donne a partire dai 50 anni e per gli uomini a partire dai 65 anni.