Presso l'Ordine dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Roma (OMCeO Roma) si è insediata la nuova Commissione per l'osteoporosi. A coordinare i lavori è il chirurgo ortopedico Francesco Bove, presidente della Fondazione per la lotta all'osteoporosi e all'artrosi (Aila). L'organismo include inoltre il vicepresidente dell'Ordine capitolino Stefano De Lillo, Giulio Maccauro (ordinario di ortopedia e traumatologia al Policlinico Gemelli), Ciro Villani (ordinario alla Sapienza) e gli specialisti Mario Manili, Giancarlo De Marinis e Giorgio Bove.

La creazione dell'organismo giunge a ridosso della Giornata mondiale dell'osteoporosi del 20 ottobre, contrassegnata dal messaggio "Build better bones" ("Costruisci ossa migliori"). Come ha spiegato il coordinatore Francesco Bove, la decisione risponde all'esigenza di richiamare la massima attenzione delle autorità sanitarie su una malattia in forte crescita. L'Italia registra infatti una quota del 20% di cittadini ultra 65enni e una presenza consistente di ultraottuagenari, fascia anagrafica particolarmente esposta allo sviluppo della patologia, definita da Bove come «il tarlo silenzioso» poiché tende a palesarsi clinicamente solo al sopraggiungere di complicanze come le fratture del femore e della colonna vertebrale.

Sotto il profilo epidemiologico, Bove ha ricordato che la malattia interessa circa il 20% delle donne in età post-menopausale, a causa della carenza degli estrogeni deputati a bilanciare il ricambio del calcio scheletrico, ma colpisce anche la popolazione maschile dopo i 65 anni, coinvolgendo fino al 6% complessivo. Un documento recente del Ministero della Salute mette inoltre in luce un netto divario informativo: la metà delle persone affette non è a conoscenza della propria condizione, mentre il 50% di chi ritiene di averla in realtà non ne soffre.

In questo contesto, il ruolo primario dell'informazione e della prevenzione ricade in larga misura sui medici di medicina generale, primi interlocutori dei pazienti. Tra i pilastri indicati figurano l'attività fisica regolare per contrastare la sedentarietà, la nutrizione e il reintegro del patrimonio osseo. In determinate fasi della vita si registra infatti una perdita fisiologica di circa mille milligrammi di calcio al giorno (sino al 5% del patrimonio scheletrico in tempi brevi), elemento il cui assorbimento gastrico e intestinale necessita della vitamina D prodotta mediante l'esposizione solare.

Prevenire l'osteoporosi consente di ridurre le fratture e il loro impatto: secondo dati Aifa richiamati da Bove risalenti a dieci anni fa, l'Italia contava centomila fratture vertebrali, con un costo primario stimato in circa un miliardo di euro a cui si sommano pesanti disagi sociali e familiari dovuti alla perdita di mobilità. Sul piano della diagnosi precoce, lo specialista ha ribadito l'utilità della MOC annuale per quantificare oggettivamente la densità minerale e intercettare tempestivamente il rischio di rotture. Tra le prossime iniziative dell'OMCeO Roma è prevista l'organizzazione di un corso formativo destinato ai medici, mirato a condividere indicazioni operative suscettibili di costituire future linee guida per evitare che la diagnosi avvenga solo dopo un trauma.